#ioleggoslow: il contributo di Angelo Ricci

Continuano ad arrivare interessanti testimonianze di lettori e scrittori riguardo al loro rapporto con la lettura di qualità, lo Slow Reading.
Ecco oggi quella di Angelo Ricci.

Sono un lettore delinquente, compulsivo, disorganico. Sono un lettore che affastella parole, romanzi, racconti, saggi. Sono un lettore che sottopone il suo database letterario di umano/unità carbonio a usura illimitata. Leggo, cerco, esploro, spesso non trovo, spessissimo divento ciò che leggo, quasi sempre dimentico, ma è una dimenticanza che metabolizza, che trasfigura, che trasforma e che compie queste alterazioni su ciò che ho letto e su ciò che sono, giungendo a qualcosa di altro che non conosco ancora e che forse non conoscerò né ora né mai o che forse ho già conosciuto in un passato che è diventato futuro attraverso il presente. Solo allora l’ammasso di narrazioni che disseziono muta in un universo parallelo di colori, di figure, di spettri che abitano uno spazio tempo dove le leggi della fisica non valgono più o forse mai hanno avuto valore. Sono un lettore quantistico che viaggia nel tempo di una creazione che vive per millenni e nel contempo per un nanosecondo. Esploro il Tempo di Planck di un Big Bang narrativo che esiste e non esiste, che appare e scompare, in una luce che illumina tenebre che forse sono invece luce. Sono carnefice e vittima di quella singolarità dell’occhio umano che può sottrarsi a un testo scritto solo abbassando le palpebre e me ne vanto, al pari di Borges, testimone e lettore di quella Biblioteca di Babele che alla fine, una fine che è comunque principio, appalesa al più i libri che non abbiamo ancora letto, confine estremo del viaggio del lettore, Bastioni di Orione, Colonne d’Ercole dell’avventura di chi percorre i libri. Come quelle mappe ottocentesche del mondo, in cui all’interno dei continenti figuravano aree oscure a dimostrazione di ciò che non era ancora stato esplorato, così è la mia personalissima mappa di lettore e così, in questa quantistica della lettura, leggere lento diviene il mezzo primario per comprendere quella eternità dell’infinito in cui un attimo equivale a una vita intera, in cui ogni libro diventa tutti i libri dell’universo.

Se volete potete raccontarci anche voi la vostra esperienza, scrivendo a slowreading@simplicissimus.it