#ioleggoslow: il contributo di Massimo Lazzari

Qual’è il rapporto di Massimo Lazzari con la lettura lenta?
Ce lo racconta in questa testimonianza.


Sono uno di quelli che vengono definiti hard reader, nel senso che leggo almeno 3 – 4 libri al mese, più o meno da quando sono in grado di leggere.
Ovviamente fino ad oggi tutti questi libri sono stati cartacei, ma da qualche mese anche io mi sono convertito al digitale.
La scelta è stata guidata dal fatto che, trovandomi a dover promuovere un libro digitale, ho pensato che sarebbe stato opportuno diventare io per primo un lettore digitale. Altrimenti mi sarei sentito come un astemio che prova a vendere una bottiglia di vino.
Quello che ho scoperto da questa conversione è che in realtà il libro digitale non è in competizione con il libro cartaceo, anzi è un suo straordinario alleato perché amplia il numero di potenziali lettori e le occasioni di lettura.
I concorrenti del libro cartaceo sono sempre i soliti: la televisione, i social network, le riviste frivole.
Se iniziamo a vedere le cose da questo punto di vista, allora è inevitabile pensare che un libro è un libro, indipendentemente dal suo formato.
E un libro è sempre stato, e sempre sarà, il modo migliore di investire il tempo libero.
Parola di lettore, e di scrittore.

Se volete potete raccontarci anche voi la vostra esperienza, scrivendo a slowreading@simplicissimus.it